Le fasi della stagionatura
Il riposo del Re
Le forme di Parmigiano-Reggiano vengono disposte in lunghe file e lasciate riposare su tavole di legno.
In questo modo, la parte esterna del formaggio si asciuga formando una crosta naturale, senza trattamenti e totalmente edibile.
La stagionatura minima è di 12 mesi ed è a quel punto che soltanto le forme idonee all’esame di selezione possono proseguire la stagionatura per 24 mesi e oltre.
I controlli del Consorzio
Gli esperti del Consorzio di tutela esaminano ogni forma di Parmigiano-Reggiano e solo dopo una positiva verifica viene applicato il bollo a fuoco sulle forme che hanno i requisiti della Denominazione d’origine Protetta (DOP).
Alle forme che non presentano i requisiti per la DOP vengono asportati tutti i contrassegni e la scritta a puntini.
Le garanzie del prodotto
Il momento della selezione e della certificazione è molto importante per i consumatori perché è garanzia assoluta dell’autenticità del prodotto.
Il Parmigiano-Reggiano viene distinto in due categorie: il formaggio di prima categoria evidenzia i marchi d’origine e di selezione integri ed ha ottime attitudini per una lunga stagionatura mentre per il Parmigiano-Reggiano mezzano, riconoscibile ai consumatori per i solchi paralleli incisi sulla forma, è preferibile un consumo con breve stagionatura.
L’utilizzo dei bollini colorati (oro, argento e aragosta) sulle confezioni è un ulteriore aiuto al consumatore per individuare il grado di stagionatura del prodotto preconfezionato disponibile nei punti di vendita.
Il Parmigiano-Reggiano
Il tempo trasforma il formaggio, durante la stagionatura, il Parmigiano-Reggiano acquista la sua tipica struttura granulosa con la caratteristica frattura a scaglia, e diventa friabile e solubile.
Estremamente ricco dal punto di vista nutrizionale, il Parmigiano-Reggiano eccelle sotto tutti i punti di vista: un trionfo di sapore senza rinunciare al gusto di una sana alimentazione.

