• 2004

DAZI USA PER IL PARMIGIANO REGGIANO: IL CONSORZIO SMENTISCE OGNI AUMENTO

Il Consorzio di tutela assicura il massimo sforzo per mantenere le tariffe attuali

Reggio Emilia, 4 novembre 2004 - Gli Stati Uniti non hanno applicato alcun incremento ai dazi doganali previsti sul Parmigiano Reggiano. Lo precisa il Consorzio, che nega nella maniera più assoluta l'aumento delle aliquote per l'ingresso del prodotto nel territorio americano, dopo che nei giorni scorsi notizie allarmanti in questo senso sono state divulgate da alcuni organi di informazione.
"Assicuriamo di essere impegnati su tutti i fronti possibili - afferma Andrea Bonati, presidente del Consorzio - per evitare qualsiasi incremento futuro. Le notizie apparse in questi giorni sono pertanto gravi e non veritiere ed hanno procurato un inutile allarme tra gli allevatori".
Diversi organi di informazione hanno divulgato notizie in base alle quali il Governo USA avrebbe innalzato i dazi applicati sul Parmigiano Reggiano come misura di ritorsione di fronte all'allargamento dell'Unione Europea a 25 Stati membri ed ai cambiamenti introdotti dalla stessa UE nel regime di importazione del riso.
La realtà é ben diversa. È noto il contenzioso tra Stati Uniti ed Unione Europea sulle politiche di sostegno e di protezione dell'agricoltura e attualmente sono in corso negoziati, in quanto gli Usa pretendono una compensazione come conseguenza dell'allargamento dell'Unione Europea e delle modifiche alla politica europea di importazione del riso. In base alle regole che governano la OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio), soltanto il fallimento di questi negoziati potrebbe portare ad una revoca delle concessioni e quindi ad un incremento dei dazi applicati dall'America su determinati prodotti provenienti dall'Europa.
Si tratta però di un'ipotesi alquanto improbabile, come afferma Leo Bertozzi, direttore del Consorzio. "Il Consorzio a fine settembre si era messo immediatamente in contatto con i responsabili della Cheese Importers Association of America - prosegue Bertozzi - al fine di far pervenire all'Ufficio statunitense competente (Office of the United States Trade Representative) le osservazioni dovute in difesa degli interessi dei produttori del Parmigiano Reggiano". Inoltre, sono stati contattati anche i responsabili della DG Commercio della Commissione Europea, per i quali i negoziati tra l'UE e gli USA, che sono previsti dalla procedura della OMC e che nella fattispecie sono stati prorogati di 6 mesi, visti i precedenti dovrebbero risolversi positivamente per l'Unione Europea. "Anche in tale occasione - continua Bertozzi - è molto probabile che si arrivi ad un accordo senza alcun aumento per le tariffe d'importazione dei prodotti destinati al mercato americano".
Queste minacce di ritorsione non coinvolgono solo il Parmigiano Reggiano, ma tutto il settore lattiero caseario Italiano ed europeo. Infatti sono 35 i formaggi indicati dagli Stati Uniti come possibili prodotti da assoggettare ad un incremento dei dazi in caso di totale fallimento dei negoziati, tra i quali vi sono altri noti formaggi italiani.

Coltello e Parmigiano-Reggiano
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