• 2006

IL PARMIGIANO REGGIANO ALLA RICERCA DI NUOVI MERCATI ESTERI

L'Assemblea dei delegati approva il piano per armonizzare la crescita produttiva e valorizzare
ulteriormente la qualità del prodotto

Reggio Emilia, 3 marzo 2006 – "La strategia del Consorzio punta ad individuare nuovi mercati
esteri sui quali collocare con successo il Parmigiano Reggiano, anche alla luce della difficile
congiuntura economica che sta caratterizzando il mercato interno e i tradizionali mercati
europei". È quanto ha affermato il presidente Andrea Bonati all'apertura dei lavori
dell'Assemblea Generale che si è tenuta oggi, a Reggio Emilia, presso la sede del Consorzio.
Occasione in cui si sono riuniti i delegati delle province della zona d'origine che hanno
approvato il progetto di piano produttivo del Parmigiano Reggiano, reso possibile
dall'approvazione della Legge 231 dell'11 novembre 2005.
"L'obiettivo di questo progetto – ha proseguito Bonati – non è tanto il mantenimento quanto
l'espansione dei mercati e questo richiede risorse finanziarie crescenti e più che
proporzionali. L'ampliamento dei mercati esteri, infatti, è un'azione che non si esaurisce in un
solo anno e pertanto necessita di investimenti adeguati e costanti: da qui l'esigenza di
impostare un piano produttivo su base pluriennale".
La proposta emersa dall'Assemblea, che dovrà ora passare al vaglio del Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali, ha come obiettivo l'armonizzazione della produzione sulla base
delle richieste del mercato per evitare le cicliche fasi di flessione delle quotazioni con
conseguenti picchi di aumento, che spesso generano confusione e disorientamento presso i
consumatori.
Il piano, che ha durata quinquennale a partire dal 1 gennaio 2006, entra in vigore al verificarsi
di una contrazione del prezzo alla produzione superiore del 10% rispetto al periodo di
riferimento e ad ogni caseificio viene attribuita un'indicazione di crescita produttiva legata alla
disponibilità delle singole aziende conferenti (produzione 2003 a cui si aggiungono le quote
acquisite entro il 21 ottobre 2005). Un'eventuale crescita produttiva superiore alle indicazioni
del piano originerà contribuzioni aggiuntive, applicate in modo graduale, che verranno
utilizzate per l'ampliamento dei mercati e per iniziative rivolte alla valorizzazione qualitativa
del prodotto. "Le risorse investite dai produttori in tanti anni per affermare la notorietà del
marchio in Italia e all'estero – ha dichiarato Bonati – devono essere integrate in modo più che
proporzionale dalle contribuzioni aggiuntive, per trovare un adeguato collocamento sul
mercato".
L'ampiezza del periodo di applicazione del piano produttivo permetterà al Consorzio di
attuare alcuni importanti interventi a supporto della qualità del prodotto a tutti i livelli della
filiera. "Parliamo di mantenimento della qualità – specifica Bonati – perché il nostro livello è
molto alto, ma se durante i periodi di difficoltà di mercato vengono a mancare risorse
importanti, i produttori di Parmigiano Reggiano possono essere spinti a ricercare economie
che inciderebbero poi sulla qualità del prodotto. Quindi mantenere un equilibrio del prezzo di
mercato significa creare a priori le migliori condizioni per difendere la qualità del Parmigiano 
Reggiano". Con l'attuazione del piano il Consorzio si impegna a sviluppare, nel corso del
quinquennio, alcune azioni importanti per la qualità del formaggio, tra cui il progetto "Scuola
casearia", ricerche scientifiche per conoscere la caratterizzazione del prodotto nelle
confezioni di grattugiato e porzionato e l'intensificazione delle attività di vigilanza alla
produzione, soprattutto per le produzioni in aumento e per le nuove aziende che entrano a far
parte del sistema Parmigiano Reggiano. "Il Consorzio del Parmigiano Reggiano – ha
concluso Bonati – auspica iniziative istituzionali per difendere il prodotto dalle imitazioni nel
contesto internazionale".

Coltello e Parmigiano-Reggiano
Ricette