• 2007

LA GERMANIA ALZA IL TIRO SUL PARMESAN. IL CONSORZIO: "POSIZIONE INACCETTABILE"

Riunita stamane la Corte di Giustizia delle Comunità Europee

Reggio Emilia, 13 febbraio 2007 - "Ci rammarica e per molti versi sorprende l'atteggiamento assunto dalla Germania, ma siamo altrettanto ottimisti sull'esito di una vertenza sulla quale il Consorzio ha investito molto a tutela dei produttori e dei consumatori e attorno alla quale sono in gioco interessi che, oltre al Parmigiano Reggiano, toccano tutte le produzioni Dop a livello europeo".
E' questo il commento "a caldo" del presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai, a conclusione dell'udienza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee, che stamane ha ascoltato tutte le parti in causa a seguito della procedura di infrazione intentata dalla Commissione europea contro la Germania per il mancato rispetto della normativa sulle indicazioni geografiche, ed in particolare per l'uso della denominazione "Parmesan" per formaggi prodotti in Germania in violazione del disciplinare del Parmigiano Reggiano.
L'Avvocato della Corte dovrà presentare la sua conclusione entro il prossimo 28 giugno, e la sentenza sarà emessa probabilmente entro l'anno. Nel corso dell'udienza di oggi, intanto, un colpo di scena.
Nonostante le osservazioni raccolte dalla Corte di Giustizia nel 2002, in base alle quali diversi Governi sottolineavano che la denominazione "Parmesan" non era generica, ma costituiva la traduzione fedele della Dop "Parmigiano Reggiano", stamane la Germania ha sostenuto che sono da considerarsi generici anche i termini "Parmigiano" e "Reggiano", alzando i toni di un confronto che si trascina da anni e sulla quale la Corte di Giustizia è chiamata a pronunciarsi in via definitiva.
"Una posizione - sottolinea il direttore del Consorzio di tutela, Leo Bertozzi - francamente inaccettabile e un po' paradossale, visto che già la Commissione Europea ha avviato la procedura d'infrazione contro la Germania per l'uso del termine "Parmesan", che dall'88% dei cittadini tedeschi al di sopra dei 15 anni viene collegato ad un formaggio proveniente dall'Italia. Se dunque basta questo a trarre in inganno i consumatori, è evidente che ancor più lo sarebbe l'uso del termine "Parmigiano". Peraltro, come rilevato anche dall'avvocato di Stato italiano, nemmeno si dovrebbe discutere nel procedimento di protezione del termine "Parmesan", in quanto pienamente riconosciuta dalla legislazione comunitaria e ratificata dalla Corte nella sentenza del 2002".
"Non possiamo dunque nemmeno pensare - aggiunge Bertozzi - che vi possa essere una sentenza favorevole alla Germania, che andrebbe a smantellare tutto il sistema delle Indicazioni Geografiche creato in Europa (e tutelato dalla stessa legislazione europea per le denominazioni registrate anche nelle loro traduzioni), con enormi danni a carico dei produttori e degli stessi consumatori, che si ritroverebbero privi di tutela di fronte a denominazioni e pubblicità ingannevoli".
Le tesi espresse dal Consorzio di tutela sono state sostenute oggi dalla Commissione Europea e dal Governo italiano con l'appoggio di quello della Repubblica Ceca.
"In attesa della sentenza e ribadendo la nostra fiducia nella Corte di Giustizia in una fase di lavoro estremamente delicata - conclude Bertozzi - noi proseguiremo con ogni mezzo nella tutela del Parmigiano Reggiano, portando innanzitutto a termine l'azione legale avviata nei confronti di uno dei maggiori produttori tedeschi di formaggio duro denominato illegittimamente "Parmesan".

Coltello e Parmigiano-Reggiano
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