• 2007

NIVES MEROI SULL’EVEREST E DIECI VOLTE SOPRA GLI OTTOMILA, IL CONSORZIO DEL PARMIGIANO REGGIANO: IMPRESA STRAORDINARIA

 Reggio Emilia, 31 maggio 2007  -  “Un’impresa sportiva e umana straordinaria, che rende più vicino un record inseguito da 13 anni ed alla quale siamo orgogliosi di avere assicurato il nostro contributo”. Così il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai, commenta l’ultima sfida vinta da Nives Meroi, l’alpinista di Tarvisio che ha raggiungo la cima dell’Everest senza ossigeno, senza il ricorso a sofisticate tecnologie, senza “portatori” d’alta quota, guardando dal “tetto del mondo” le altre nove vette sopra gli ottomila metri conquistate l’una dopo l’altra per arrivare, forse già entro l’anno prossimo, a toccare il punto più alto delle ultime quattro cime che vanno oltre tale quota, battendo l’unica rivale (austriaca) che le è rimasta in un’impresa “in rosa” senza precedenti.
Piccola, asciutta, tenace come solo la gente di montagna sa esserlo, Nives Meroi è giunta sull’Everest insieme al marito Romano Benet: potrebbe essere l’unica donna capace di conquistare tutte le più alte vette del pianeta, ma – record nel record - potrebbe anche essere l’unica coppia al mondo capace di tale impresa; a quota – 4 cime oltre gli ottomila sono infatti arrivati insieme, “ e noi – aggiunge Alai – è evidente che siamo loro vicini e resteremo loro accanto per agevolare, per quanto possibile, questo risultato”.
“L’impresa – spiega il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano – è frutto esclusivo della tenacia di Nives e Romano, di una preparazione rigorosa che nell’alimentazione assegna grande importanza agli apporti nutrizionali e alla facile digeribilità del nostro formaggio, di un temperamento eccezionale, di una capacità davvero unica di superare situazioni estreme di fatica fisica e psicologica, andando incontro alla montagna per accoglierla in tutta la sua bellezza e imprevedibilità, senza volontà di pura conquista che possano far pensare a velleità di assoggettamento; proprio per questo il nostro Consorzio è stato e continuerà ad essere con lei almeno per i prossimi due anni, perché la sua sfida è diventata anche la sfida dei nostri 450 caseifici associati e dei 4.400 produttori agricoli che ad essi aderiscono”.
Un’impresa davvero storica quella di Nives Meroi e Romano Benet, che si sono mossi – come scrive la stessa scalatrice – “come ladri di notte” per quasi due mesi, tra bufere di vento e neve sulla montagna che è apparsa ai due come “la più affollata del mondo”; “una specie di multiproprietà – affermano – in cui tutti i turni delle spedizioni si sono trovati a coincidere a partire dalla fine del mese di aprile”, costringendo i due coniugi italiani a dormire a 7.000 metri, il 30 aprile, in una tendina piazzata abusivamente e spazzata da un vento tanto gelido da determinare, all’interno, una temperatura di – 20 gradi.
Una piccola tenda per un’impresa d’altri tempi: così, almeno, è apparsa la sfida di Nives Meroi E Romano Benet rispetto allo strapotere tecnologico di altre decine di attacchi avvenuti in contemporanea, all’occupazione di ogni angolo della montagna da parte di grandi spedizioni cinesi e commerciali che per mesi hanno mandato gli sherpa ad accaparrarsi i posti ai campi di salita. Per i due italiani, invece, un solo animale (uno Jak) per alleggerire il carico (quelli previsti erano due), tanto freddo e tanta neve e, a quota 8.848 metri (raggiunta dovendo rinunciare alla presenza di Fabrizio, loro compagno di salita), una gioia esplosiva (prima donna italiana a salire tanto in alto senza l’ausilio di O2, terza donna al mondo sulla vetta senza l’ausilio di ossigeno supplementare, tre ottomila raggiunti in un solo anno: Dhaulagiri, K2 ed Everest), ma anche la visione delle dita bluastre delle mani – anche per una notte di troppo passata a 8.100 metri) e una sola grande voglia: “scendere – scrive Nives – il più in fretta possibile”.
A complimentarsi con lei, al ritorno, tra i primi sono stati proprio il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai, e il vicepresidente vicario, Eros Valenti. Ora ci sarà tempo per parlare ed ascoltare il racconto di un’impresa che – dice Valenti - “cercheremo di far conoscere il più possibile a tutti coloro che amano la montagna e il gusto di una sfida con se stessi che, come in questo caso, passa dalle cime più alte del mondo e da ciò che Nives Meroi ha conquistato, amato e guardato con gli occhi di tutti coloro che l’hanno seguita e sostenuta con affetto”.

Coltello e Parmigiano-Reggiano
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