• 2007

PARMIGIANO REGGIANO E CHAMPAGNE PER UN NUOVO EVENTO CULTURALE SULL’ANTICA VIA FRANCIGENA

Reggio Emilia, 9 luglio 2007 - Si deve ai monaci benedettini e cistercensi non solo la nascita del Parmigiano Reggiano, ma anche la sua commercializzazione in diverse parti d’Italia e persino all’estero, già a partire dal secolo XIII.
Così come accade oggi, il formaggio tipico costituiva un simbolo della fiorente agricoltura che caratterizzava i territori percorsi dai pellegrini romei.
Lo si legge in un articolo – ricco di informazioni e curiosità sulle origini e sulle prime forme di commercializzazione del Parmigiano Reggiano – di Mario Zannoni, membro della Deputazione di Storia Patria per le province parmensi, pubblicato sulla rivista “Via Francigena” presentata a Parigi (al Consolato generale d’Italia) dall’Associazione Europea della Via Francigena e dal Consorzio del Parmigiano Reggiano, con il patrocinio del Consiglio d’Europa e dall’Istituto degli Itinerari Culturali di Lussemburgo.
Uno strumento culturale bilingue che intende valorizzare il patrimonio storico e culturale che da sempre accompagna la via Francigena, mettendo in evidenza alcune sue eccellenze. Proprio per questo, a Parigi si è registrata un’abbinata davvero di gran classe: Parmigiano Reggiano e Champagne ad accompagnare un evento culturale al quale sono intervenuti, tra gli altri, il Console Generale Alessandro Levi Sandri, il presidente dell’Associazione europea della via Francigena, Massimo Tedeschi (che dall’insigne medievalista Jaques Le Goff ricevette lo stimolo per avviare un progetto di valorizzazione della via Francigena), il vicepresidente della provincia di Parma, Pier Luigi Ferrari, Piercarlo Rampini, incaricato dal ministro Rutelli, il presidente della sezione parmense del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Stefano Cavazzini, il consigliere comunale di Canterbury (città simbolo della via Francigena), Harry Cragg, e il sindaco di Fidenza, Giuseppe Cerri.

Coltello e Parmigiano-Reggiano
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