• 2007

PARMIGIANO REGGIANO: CONSUMI IN CRESCITA. ALAI: PIÙ ATTENZIONE AI MERCATI

Reggio Emilia, 5 aprile 2007 - Deciso incremento dei consumi, nel 2006, per il Parmigiano Reggiano. Il buon andamento riscontrato nei primi otto mesi (+ 2,1%) e segnalato dal Consorzio all'inizio del gennaio scorso, si è ulteriormente consolidato, tanto che il consuntivo registra una crescita del 3,4% contro il 2,6% fatto registrare complessivamente dal comparto dei formaggi duri.
A trainare l'aumento delle vendite è stato soprattutto il canale delle grandi superfici (+ 7,9% negli iper e nei supermercati), e il buon andamento dei consumi - cui fa riscontro un calo della produzione dell'1,48%, per un totale di 3.089.732 forme - confermato anche sui mercati esteri, con esportazioni in crescita del 4,7% dei formaggi a pasta dura in area Europea (gli aumenti del 28,6% in Grecia, del 19% in Austria e del 14,6% in Gran Bretagna hanno ampiamente compensato le flessioni registrate in Francia, Germania e Spagna) e, ancor più, nei Paesi extraeuropei, dove l'incremento è stato dell'8,3%. Una crescita vigorosa che trova riscontro anche nelle giacenze, che sono scese del 7,5%.
I dati sono contenuti nella relazione presentata dal Consiglio di amministrazione del Consorzio del Parmigiano Reggiano all'assemblea dei delegati, che ha concluso oggi il ciclo di assemblee sezionali avviatesi il 26 marzo. In 74 pagine fitte di analisi, cifre e valutazioni, il presidente Giuseppe Alai ha fatto il punto su un quadro commerciale che - dopo anni di difficoltà - comincia a presentare più luci che ombre per le 4.400 aziende agricole e i 466 caseifici impegnati nella produzione e nella trasformazione del latte in Parmigiano Reggiano.
Le quotazioni all'origine hanno imboccato la strada della ripresa dall'autunno scorso; un arco di tempo troppo ristretto per chiudere l'anno in positivo, ma il valore della produzione ha contenuto il decremento nell'1,1%, mentre più consistenti sono state le diminuzioni dei prezzi al consumo, che hanno fatto segnare una flessione del 4,4% a seguito di politiche promozionali adottate dalla distribuzione che si vanno comunque allentando.
"La falcidia al prezzo attuata con le promozioni miranti a spostare il luogo dove i consumatori fanno la spesa sta attenuandosi", ha detto Alai; "oggi sempre meno consumatori si spostano sulla base delle promozioni, e per converso, sempre maggiore è invece la ricerca di qualità al giusto prezzo".
Un dato importante sul quale - secondo Alai - non occorre però indugiare: "sull'evoluzione dello stile dei consumi - ha detto il presidente del Consorzio - stiamo giocandoci la partita più importante di questi ultimi anni, ed è allora con un occhio al prodotto e un occhio al mercato che ora va incrementata l'attività consortile finalizzata a costruire sempre maggiori e più consistenti momenti di contatto con il consumatore".
Un contatto che passa dagli importanti investimenti messi in atto sulla comunicazione al consumo (marketing e pubblicità, sponsorizzazioni di eventi di grande richiamo, materiale promozionale e informativo, per un totale di oltre 13 milioni di euro), ma anche su azioni che offrono al consumatore le massime garanzie possibili sulla qualità, sulla tracciabilità di ogni forma (e l'applicazione di una placca di caseina va proprio in tal senso) e su una più chiara informazione sulla stagionatura del prodotto. Risultato, questo, cui si è pervenuti con l'applicazione, dal gennaio scorso, di bollini di diverso colore su ogni porzione di confezionato, associata anche ad un rilevante incremento dell'attività di vigilanza esercitata su confezionatori, centri di distribuzione e punti di vendita.
Molto intensa - ha ricordato Alai - l'attività di ricerca del Consorzio, realizzata in partnership con Istituti specializzati e diverse Università italiane, il lavoro sviluppato sulla formazione e l'aggiornamento degli addetti (e in tal senso la "Scuola Casari" rappresenta un punto di eccellenza).
Un percorso istituzionale - ha sottolineato il presidente del Consorzio - che ha portato il Consorzio ad azioni sempre più incisive orientate ai consumatori; dopo aver radicato un sistema di qualità eccellente, e mentre i caseifici si danno più efficaci assetti organizzativi, oggi dobbiamo vincere la battaglia sui mercati, che significa innanzitutto concorrere ad una crescita dei consumi cui corrisponda una stabile e più consistente ripresa delle quotazioni".



I NUMERI DEL PARMIGIANO REGGIANO - 2006


4.414 aziende agricole conferiscono il latte ai caseifici
250.000 bovine dedicate alla produzione di latte per la trasformazione
15% circa della produzione nazionale di latte
466 caseifici produttori
3.089.732 forme prodotte
808 milioni di euro il giro d'affari alla produzione (produzione 2005 venduta nel 2006)
16% circa il volume delle esportazioni sul totale prodotto


PRODUZIONE DI PARMIGIANO REGGIANO
ANNATE CASEARIE 2005 / 2006 (gennaio - dicembre)
per provincia 

Province Caseifici 2005 Caseifici 2006 Forme 2005 Forme 2006 var.%
Bologna 9 10 59.553 63.370 6,24
Mantova 35 33 346.060 331.732 -4,15
Modena 105 98 615.214  609.177 -0,91
Parma 206 203 1.147.932 1.125.847 -1,93
Reggio E. 137 122 967.432 959.606 -0,80
Totale 492 466 3.136.191 3.089.732 -1,48
Coltello e Parmigiano-Reggiano
Ricette