• 2007

PARMIGIANO REGGIANO: PREZZI “BUGIARDI”, CON MAGGIORI CONSUMI E CALO DI SCORTE

Reggio Emilia, 8 giugno 2007 - Quattro mesi di produzione sostanzialmente stabile (+ 0,32%), giacenze in calo del 4,1% (e addirittura del 5,1% per il prodotto stagionato oltre 18 mesi), crescita dei consumi del 2,7% in un trimestre: condizioni ideali, in sostanza, per un rilancio delle quotazioni del Parmigiano Reggiano. A dispetto di questi indicatori, però, i prezzi alla produzione hanno perso vistosamente quota in questi giorni, con una flessione del 6% nelle prime tre settimane di maggio rispetto al mese di aprile: da 7,43 euro, la quotazione è scesa a 6,98 euro al chilo, ben lontana dai 7,66 euro/kg (quotazione che non si toccava dal febbraio 2005) fatti segnare nei primi mesi dell’anno.
Un andamento apparentemente inspiegabile, a fronte del quale il Consorzio di tutela non manifesta preoccupazione ma, piuttosto, lancia un esplicito invito ai produttori: riflettere attentamente prima di cedere a questi prezzi “bugiardi, viziati da interpretazioni distorte di dati oggettivi che, al contrario, appaiono ben più rassicuranti”.
“Le quotazioni del formaggio del secondo lotto 2006 sono state definite e pubblicate dagli appositi organi attivi presso le Camere di commercio troppo in fretta e sulla base di una limitatissima quantità di prodotto”, spiega il presidente Giuseppe Alai; “di fatto le più recenti quotazioni riguardano la negoziazione, avvenuta nell’arco di ben tre mesi, del solo 4% della produzione annua, ma senza questa fondamentale puntualizzazione è evidente che al mercato (produttori, stagionatori, distribuzione) si vanno ad offrire indicazioni distorte e non corrispondenti ad un ben diverso equilibrio negoziale che fa capo ad elementi fondamentali quali sono, appunto, produzione, consumi e giacenze”.
Alle commissioni attive presso le Camere di commercio, il presidente del Consorzio lancia dunque l’invito a ponderare più attentamente i meccanismi di rilevazione dei prezzi settimanali, valutando meglio l’insieme dei fattori che li influenzano, così da evitare che si possano generare situazioni di allarme ingiustificate che non giovano a nessuna delle parti in causa. Altrettanto esplicito l’invito del Consorzio ai produttori: “questi – dice Alai – sono prezzi “bugiardi”, e come tali vanno considerati, evitando che si generi una corsa alla vendita che finirebbe per penalizzare esclusivamente i produttori senza recare alcun vantaggio non solo a stagionatori e distribuzione, ma anche ai consumatori”.
L’appello, dunque, è a valutare bene se valga la pena di vendere a queste quotazioni, “che non rispecchiano una realtà – spiega il presidente del Consorzio – che in questo momento presenta elementi ben più favorevoli al nostro prodotto, incluso il fatto che anche le esportazioni appaiono in aumento e che, proprio su queste, il Consorzio ha sensibilmente aumentato le risorse che saranno investite nel corso del 2007”.
E insieme a questi appelli – che Alai lancia al rientro da Bruxelles, dove con i membri dell’Esecutivo del Consorzio,il direttore Leo Bertozzi, gli assessori all’agricoltura delle province di Parma, Reggio Emilia, Mantova e Modena e con l’assessore regionale Rabboni ha nuovamente affrontato di petto la delicata questione del “Parmesan”, che vede la Commissione Europea contrapposta alla Germania con una procedura d’infrazione per l’uso di tale denominazione - il presidente del Consorzio sottolinea che “anche in questi giorni proseguono i confronti tra Consorzio e istituzioni per arrivare a creare una rete di interventi che consentano ai produttori di battere maggiormente la strada della stagionatura e della vendita diretta, concorrendo in tal modo a creare ulteriori elementi di stabilità sul mercato e a dare più voce in capitolo ai produttori nella fase di commercializzazione”.

Coltello e Parmigiano-Reggiano
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