• 2008

MASSIMO BOTTURA OSPITE D’ONORE ALLA FESTA DEI CASEIFICI MODENESI

Modena, 16 aprile 2008 - Si è svolta ieri sera, all’insegna della grande cucina, la trentasettesima edizione della ”Festa dei caseifici modenesi”, il tradizionale appuntamento organizzato dalla sezione provinciale del Consorzio del Parmigiano Reggiano.
E’ stato infatti Massimo Bottura – uno dei simboli internazionali dell’arte culinaria italiana - a ricevere quest’anno il “Coltellino d’oro, il massimo riconoscimento che la sezione provinciale conferisce annualmente a personalità del mondo della cultura, dell’economia, dello sport e dello spettacolo che abbiano origini modenesi e si siano particolarmente distinti nella loro attività (nell’albo d’oro figurano, tra gli altri, Luciano Pavarotti, Arrigo Levi, Valerio Massimo Manfredi, Mirella Freni, Vincenzo Mollica, il team Ferrari, la Daytona Volley, il Modena Calcio, i giornalisti Edmondo Berselli e Leo Turrini) e hanno contribuito con il loro lavoro, la loro arte e il loro ingegno – sottolinea il presidente della sezione, Aldemiro Bertolini - a diffondere in Italia e nel mondo la nostra cultura, il nostro modo di vivere, quindi in qualche misura anche l’immagine del Parmigiano Reggiano che di questa terra, dei valori che essa esprime e delle sue tradizioni, è parte integrante”.
E Massimo Bottura, 42 anni, è un modenese DOC, affermatissimo chef e patron dell’osteria “La Francescana”, che con la sua attività nell’alta cucina – sottolinea Claudio Guidetti, segretario della sezione Modenese del Consorzio – “valorizza in modo significativo i prodotti d’eccellenza e le tradizioni della gastronomia modenese”.
L’esperienza di Bottura parte lontano dai fornelli: nasce infatti in una famiglia di commercianti di prodotti petroliferi, ma ben presto la passione del padre e dei fratelli (autentici gourmet) lo porta di slancio nel mondo dell’alta cucina, e nel 1989 è già patron della trattoria “Campazzo” di Nonantola.
E’ l’inizio di un cammino straordinario, fatto di grandi esperienze e di grandi incontri in Italia e all’estero, di una notorietà e di una professionalità che viene “consacrata” dalle più importanti guide gastronomiche (da quella Michelin al Gambero Rosso, all’Espresso).
Che cosa rappresenti per lui il Parmigiano Reggiano lo si capisce dalle parole usate per spiegare i suoi piatti ai colleghi di tutto il mondo: “Credo nella mungitura della mucca, nel latte crudo e nella lunga stagionatura: il Parmigiano Reggiano fa parte del mio Dna, ci sono cresciuto e ci cresco i miei figli”.
Bottura è stato accolto da circa 400 persone in un clima di grande festa, nonostante un problematico andamento di mercato. “Siamo in presenza di quotazioni che certo non soddisfano i nostri produttori – sottolinea il presidente della sezione provinciale del Consorzio, Aldemiro Bertolini – e questa insoddisfazione si lega sia al valore dei prezzi in senso stretto, ma anche al fatto che i valori sono in contraddizione con le azioni e le importanti battaglie che abbiamo vinto sul piano della qualità e della tutela del prodotto; questi sono i risultati che vogliamo festeggiare, augurandoci che anche le quotazioni tornino a dare ragione degli sforzi che hanno fatto i nostri casari e i nostri produttori”.
Nel corso della manifestazione sono stati premiati con le targhe d'argento (e con medaglie d'oro i rispettivi casari) il Caseificio Az. Agricola “Montorsi" di Lino Balzarini (casaro Matteo Orlandini), il Consorzio Granterre – Caseificio “Pramoreto” di Palagano (casaro Pietro Biagini), Il Caseificio sociale San Lucio Montardone di Serramazzoni (casaro Enrico Bonacorsi), il Caseificio Castelnovese di Castelnuovo Rangone (casaro Massimiliano Casu) e il Caseificio sociale Superchina Canevare di Fanano (casari Davide Marazzi e Domenico Bezzi).

Coltello e Parmigiano-Reggiano
Ricette