• 2008

“PARMESAN”: DOMANI LA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA

Reggio Emilia, 25 febbraio 2008 - Ore d’intensa attesa al Consorzio del Parmigiano Reggiano per la sentenza che la Corte di Giustizia delle Comunità Europee renderà nota martedì 26 febbraio in relazione alla procedura d’infrazione aperta tre anni fa dalla Commissione europea contro la Germania per il mancato rispetto della normativa sulle indicazioni geografiche, ed in particolare per l’uso della denominazione “Parmesan” per formaggi prodotti in Germania in violazione del disciplinare del Parmigiano Reggiano.
“Attendiamo con fiducia e serenità questo decisivo passaggio – sottolinea il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai – che ci auguriamo sentenzi definitivamente che il termine “Parmesan” non può essere utilizzato per formaggi prodotti in violazione del disciplinare del nostro prodotto, aggiungendo un tassello davvero importante per la tutela dei produttori e, al tempo stesso, dei consumatori”.
Il Consorzio ha già incassato, al proposito, il parere espresso un anno fa dall’Avvocato generale della Corte di Giustizia, M. J. Mazak, nel quale si sottolineava chiaramente: ““A prescindere dalla questione se il termine “Parmesan” sia la traduzione della DOP “Parmigiano Reggiano ritengo che “Parmesan” possa costituire un’evocazione della DOP “Parmigiano Reggiano” e pertanto rientri nell’ambito della tutela conferita dal regolamento di base alla DOP “Parmigiano Reggiano””. Un passaggio che portò l’Avvocato generale a concludere – tenendo conto del fatto che le denominazioni registrate sono tutelate contro qualsiasi usurpazione, imitazione o evocazione – che “l’uso del termine “Parmesan” per formaggio non conforme al disciplinare della DOP “Parmigiano Reggiano”, ai fini della controversia in esame, deve essere considerato infrazione alla tutela prestata a tale DOP”.
Una infrazione vera e propria, e non una “incompatibilità” come apparve nella prima traduzione in italiano del parere.
A poche ore dalla sentenza definitiva, dunque, cresce l’attesa, unita alla consapevolezza che in gioco vi sono non solo gli interessi di 20.000 operatori che operano nel sistema Parmigiano Reggiano, ma che la sentenza potrà costituire un precedente importante per la tutela di tutte le produzioni fortemente legate al territorio (DOP e IGP)
“Dopo il parere dell’Avvocato della Corte di Giustizia – osserva il direttore del Consorzio, Leo Bertozzi - contiamo ora su un definitivo atto di giustizia nei confronti dei nostri produttori e degli stessi consumatori, che vorremmo non fossero più esposti a denominazioni e pubblicità ingannevoli”.

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