• 2008

PARMIGIANO REGGIANO: UN 2007 IN RIPRESA QUOTAZIONI + 11% E PREZZI AL CONSUMO +2%

La produzione scende ancora (- 0,40%). Salgono consumi ed esportazioni

Bologna, 22 gennaio 2008 - E’ ancora lontano dai livelli toccati nel gennaio del 2004 (9,36 euro/kg all’origine), ma nel 2007 il Parmigiano Reggiano ha segnato comunque una decisa inversione di tendenza delle quotazioni. Al minimo storico del settembre 2005 (6,45 euro/kg) ha infatti contrapposto un picco di 8,39 euro/kg nel settembre 2007, attestandosi su una media annua pari a 7,80 euro/kg., con una crescita dell’11,1%. “Quotazioni all’origine – sottolinea il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai, tracciando un primo bilancio dell’annata insieme al vicepresidente vicario Eros Valenti e al direttore Leo Bertozzi – certo non ancora soddisfacenti per i produttori, soprattutto perché l’aumento delle quotazioni è stato quasi totalmente eroso da una crescita dei costi (legata soprattutto a mangimi e ai tassi bancari) che si è attestata poco al di sotto del 10%; la migliore intonazione dei prezzi all’origine è comunque un dato positivo, ed è accompagnata da altri segnali positivi e da azioni che dovrebbero contribuire a garantire maggiore stabilità di reddito, evitando quegli andamenti altalenanti che hanno fortemente provato il sistema in questi anni”.
E il primo dato positivo (fornito insieme agli altri dal Sistema Informativo Parmigiano Reggiano diretto da Kees de Roest del C.R.P.A.) viene dai consumi complessivi, apparsi in crescita nel corso di tutto il 2007 (con le punte più alte raggiunte nel terzo trimestre) e attestati a fine anno al + 1,2%; un dato cui si associa un evidente calo delle giacenze (- 3,5%), giunte al più basso livello degli ultimi 8 anni, e un forte aumento delle esportazioni, che nel mondo hanno fatto segnare una crescita del 9,6%, con un incremento ancora più deciso in area UE, dove l’aumento è stato del 13,55%
“In questi valori – spiega Alai – vi sono due elementi di particolare rilievo anche per il futuro del nostro prodotto: da una parte una crescita particolarmente sensibile nel Sud del Paese e nelle Isole (l’aumento dei consumi è stato superiore all’8%) e, dall’altra, la risposta molto positiva dei mercati esteri ai forti investimenti che proprio qui abbiamo attuato come Consorzio”.
Sul buon andamento dei consumi ha influito – secondo i dirigenti del Consorzio – anche l’incremento molto lieve dei prezzi; “sicuramente il Parmigiano Reggiano non rientra tra i prodotti alimentari che hanno alzato la spinta inflazionistica, visto che il prezzo medio si è attestato a 13,01 euro/kg., con un incremento del 2% sull’anno precedente”.
Dopo il calo dell’1,48% del 2006, la produzione ha registrato una ulteriore lieve flessione (- 0,40%), “Un risultato – sottolineano i dirigenti del Consorzio del Parmigiano Reggiano - legato ad un miglior governo del flusso produttivo, grazie al pieno rispetto dello specifico piano, applicato per la prima volta dal Consorzio nel 2006, che indicava in 3.125.000 forme il tetto per una produzione 2007 che si è invece fermata a 3.077.000 forme”.
Piani produttivi, dunque, pienamente rispettati all’interno di una filiera che conta 437 caseifici, 4.291 allevamenti (15% della produzione nazionale di latte) e che ora va alla ricerca di prodotti innovativi.
“In questi giorni – spiega Alai – abbiamo firmato un accordo con una grande società quotata in borsa per lo studio di nuovi prodotti legati al formaggio “sbiancato” (le forme alle quali vengono tolti i puntini non avendo caratteristiche corrispondenti agli alti standard qualitativi del fissati dal Consorzio per l’apposizione dei marchi della DOP), distogliendo così dal mercato dei formaggi una quantità di prodotto non molto elevata, ma che più efficacemente può essere valorizzata in altri modi”.
Ma mentre punta all’innovazione, il Consorzio rafforza anche gli aspetti legati alla tradizione. “Siamo in attesa – sottolinea il direttore Leo Bertozzi – che dalla UE giunga il via libera ad una modifica del disciplinare di produzione con la quale vogliamo sancire che ogni lavorazione del prodotto (porzionatura, confezionamento, grattugiato, ecc.) deve avvenire nel comprensorio in cui il Parmigiano Reggiano nasce, nel rispetto di un prodotto d’eccellenza, di regolamenti e condizioni sulle quali siano facilitate anche le azioni di vigilanza del Consorzio”, che nel 2007 ha effettuato un totale di 4.177 visite ispettive, di cui 1.507 presso confezionatori, centri di distribuzione e punti di vendita.
Ma insieme alle risposte della UE sul disciplinare, questi sono nuovamente giorni d’attesa da parte del Consorzio in relazione alla sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee sul caso “Parmesan” e sulla procedura d’infrazione avviata dalla Commissione UE nei confronti della Germania. “Il parere dell’Avvocato generale della Corte – sottolinea Bertozzi – è stato chiaro e a noi favorevole, e dalla Corte di Giustizia ci attendiamo una sentenza coerente, magari con l’aggiunta del fatto che la Germania avrebbe dovuto procedere d’ufficio contro i contraffattori”.
E in questo clima d’attesa, il Consorzio rafforza intanto le sue azioni promozionali guardando ben oltre il mercato domestico.
“Abbiamo firmato in questi giorni un accordo – osserva Alai – che ci vedrà sponsor di “Casa Italia-Coni” e fornitori ufficiali della nazionale italiana dalle prossime Olimpiadi di Pechino ai Giochi del Mediterraneo, al Giochi della gioventù, fino alle Olimpiadi invernali di Vancouver del 2010, toccando così un pubblico amplissimo e, in via diretta, Paesi sui quali abbiamo sicuramente importanti possibilità di affermazione”.

Coltello e Parmigiano-Reggiano
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