• 2010

Parmigiano Reggiano a Vancouver: scoperte molte contraffazioni

Prosegue comunque con successo l’azione del Consorzio

Vancouver, 18 febbraio 2010Continua a raccogliere consensi l’azione promozionale che il Consorzio del Parmigiano Reggiano, come ambasciatore del Made in Italy anche  nell'alimentazione della squadra azzurra, sta svolgendo a Vancouver.
Moltissimi, ormai, gli incontri del presidente Giuseppe Alai con primari operatori della distribuzione e della ristorazione, e in quest’ambito si segnala il particolare successo ottenuto dal nostro formaggio tipico (rigorosamente tagliato con il tradizionale metodo a coltelli)  nelle catene Bosa Foods (fondata nel 1953 da immigrati di origine italiana e tra i leader dell’importazione di prodotti mediterranei) e Thrifty Foods (25 punti vendita nella British Columbia), dove nel corso delle Olimpiadi è in atto una importante attività promozionale e informativa.

Nel video: intervista a Giuseppe Alai

In entrambi i casi Alai ha consegnato attestati di merito per l’intensa attività di valorizzazione del Parmigiano Reggiano: un riconoscimento è stato così assegnato ai titolari di Bosa Foods (Lui Bruschetta, Bruno e Vittorio Benedetti), mentre alla responsabile del reparto gastronomia della catena Thrifty Foods, Karen Boughton-Popiel, Alai ha consegnato il “Coltellino d'argento” per la qualità del lavoro di promozione e affermazione del Parmigiano Reggiano e di educazione del consumatore.
Sorprese meno liete sono invece venute da altri supermercati dove è imperante la cosiddetta "Italian sounding", ovvero la presenza di prodotti che si richiamano – per assonanza del nome, per la grafica ed il colore delle confezioni – ai prodotti italiani ma che con questi non hanno nulla a che vedere.

"Perlustrando la realtà della distribuzione in Vancouverafferma Giuseppe Alaipurtroppo abbiamo notato esempi di formaggi chiamati col termine "parmesan", denominazione che in Europa è protetta e riservata al Parmigiano Reggiano ma che nei mercati extraeuropei è considerato un termine generico e quindi viene utilizzato in modo improprio senza che si possa impedirlo. Questa pratica fa del Parmigiano Reggiano uno il prodotto italiano più contraffatto nel mondo”.

“La strada per porre un freno a questo fenomeno, che per ora non è ancora contrastato dalla legislazione e da accordi da realizzare in sede WTO – osserva Alai - è lunga e faticosa ed è principalmente legata all’educazione del consumatore, promuovendo su questi mercati una corretta cultura alimentare, almeno nelle sue espressioni di base, a cominciare dalla capacità di riconoscere i prodotti ".

"Per questo la nostra presenza a Vancouver – prosegue Alai ha voluto coinvolgere sia la stampa, sia gli operatori commerciali, che sono stati i protagonisti di due incontri avvenuti a “Casa Italia”, con il coinvolgimento del Ministero delle Politiche Agricole ed Alimentari e di Buonitalia".

Il Consorzio ha dapprima incontrato numerosi giornalisti, con i quali ha approfondito proprio le questioni delicate legate alla protezione del nome rispetto alle caratteristiche peculiari del prodotto (tra cui spicca l'alimentazione naturale del bestiame, l'assenza di additivi e la lunga stagionatura), e poi un folto gruppo di operatori commerciali, titolari di punti vendita, appassionati gourmet che sono stati invitati a partecipare ad un aperitivo durante il quale il presidente Alai ha illustrato le caratteristiche distintive del Parmigiano Reggiano mentre veniva aperta una forma con l'antico metodo dei coltelli da taglio.
Il tutto davanti a un pubblico di esperti a vario titolo che hanno apprezzato sia l'illustrazione del prodotto sia la degustazione guidata da Igino Morini, responsabile dell’ufficio stampa del Consorzio, e da Paul Caccia, rappresentante del Consorzio in Canada.

Coltello e Parmigiano-Reggiano
Ricette