• 2011

Parmigiano Reggiano: Maxi-impianto fotovoltaico

Energia rinnovabile (200 kwp) per un prodotto tutto naturale. Presto uno spazio informativo su fotosintesi, fotovoltaico e formaggio aperto al territorio.

Reggio Emilia, 26 maggio 2011  -  “E’ un’opera in linea con l’attenzione all’ambiente e alla tradizione di naturalità che caratterizza il Parmigiano Reggiano come prodotto, ma anche il sistema da quale nasce, composto da 3.500 allevamenti e da poco meno di 400 caseifici artigianali che ogni giorno sono impegnati a tutelare quell’eco-sistema che rende unico il nostro prodotto e l’attività di queste imprese”.
Così Giuseppe Alai, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano – spiega il senso del grande impianto fotovoltaico realizzato e già attivo nella vasta superficie adiacente la sede dell’Ente di tutela: una struttura a terra – realizzata da Iren Rinnovabili - destinata a produrre energia naturale e rinnovabile con una potenzialità di 200 kwp.
“Senza sottovalutare le ragioni economiche, l’autonomia che il Consorzio raggiungerà sul versante dell’energia elettrica e la possibilità di cedere la produzione per noi eccedente  – prosegue Alaici siamo dotati di questo impianto perché riteniamo doveroso contribuire a ridurre l’uso di fonti esauribili e/o inquinanti, proponendoci anche come esempio e stimolo al ricorso ad impianti fotovoltaici e solari per i nostri caseifici e le migliaia di aziende agricole impegnate nella produzione di Parmigiano Reggiano, incentivando ulteriormente un percorso che in diversi hanno già intrapreso”.
Ma c’è di più: “in modo semplice ma il più efficace possibile – spiega il direttore Leo Bertozzisu questa grande area procederemo a breve – in collaborazione con Iren Rinnovabili - ad allestire alcuni spazi che si configureranno come un punto di attrazione e di informazione per tutti coloro che sono interessati (e le scuole del comprensorio saranno probabilmente le prime a mobilitarsi) a conoscere meglio i processi di fotosintesi, i benefici ed il funzionamento del fotovoltaico e, in collegamento proprio con le energie naturali e rinnovabili, il modo in cui nasce il Parmigiano Reggiano”.
L’allestimento di questa sorta di “parco didattico”” è prevista nell’ampia area verde, in piena città, che circonda gli uffici del Consorzio, e più precisamente a fianco dell’antico casellino-museo che rappresenta una “testimonianza viva – afferma Bertozzi – di procedimenti di trasformazione anch’essi del tutto naturali e immutati da secoli”.
“Siamo in presenza – osserva l’amministratore delegato di Iren Rinnovabili, Carlo Pasinidi un impianto potente e d’assoluta avanguardia, posizionato a terra  e dotato di 940 pannelli disposti su 47 elementi (“stringhe”) con un’altezza massima di 2 metri: la superficie attiva è pari a 1.446 metri quadrati”.
“Anche con questo impianto – conclude il presidente del Consorzio, Giuseppe Alaivogliamo rafforzare il messaggio di cui il nostro prodotto è portatore: energia naturale legata ad una grande tradizione che oggi rinnova visibilmente il suo patto con la natura”.

… E INTANTO VOLA L’EXPORT

Mentre si accende il nuovo impianto fotovoltaico del Consorzio, sui mercati internazionali appare sempre più brillante la stella del Parmigiano Reggiano, ed è una luce che si misura non solo in quantità ma, ancor di più, in valore.
Dopo il + 12% in quantità registrato nel 2010, con una quota dell’export che è così salita al 30%, i primi mesi del 2011 attestano infatti di una ulteriore crescita del 14,9% in quantità e del 22,5% in valore per le forme intere o a pezzi. Divario sensibile, anche in questo caso a tutto beneficio dei redditi, anche per il grattugiato, con un +6,45% in quantità associato ad una crescita, in valore, appena al di sotto del 16%
L’incremento delle esportazioni di Parmigiano Reggiano si inserisce in un buon andamento generale dell’export di formaggi italiani, ma rappresenta un caso pressoché unico il suo forte apprezzamento in valore: per i formaggi freschi, ad esempio, ad una crescita delle esportazioni pari al 30% in quantità, corrisponde un incremento che si limita al 4,6% in valore, con apprezzamenti anche al di sotto di questa soglia per formaggi semistagionati.
“Sono dati – spiega il presidente del Consorzio di tutela, Giuseppe Alai - molto significativi e altrettanto soddisfacenti, che confermano l’importanza di linee strategiche e di partnership sempre più solide con gli esportatori, così come il decisivo apporto che sta offrendo l’attività della società commerciale “I4S”, che ha superato il traguardo delle 100.000 forme (102.000 per l’esattezza) ritirate sulla produzione 2010 e destinate ai mercati esteri in accordo con gli esportatori”.
“E’ evidente – sottolinea Alai - che un simile andamento delle esportazioni contribuisce a mantenere intonate anche le quotazioni interne e può in parte compensare un lieve calo dei consumi sul mercato domestico, ma questo non è però sufficiente e non puo’ bastare per una politica attiva di tutela dei redditi dei produttori”.
“Più che mai oggi – spiega il presidente del Consorzio - è infatti necessaria una gestione ordinata della produzione, scelta strategica alla quale, peraltro, corrisponde una proroga dei piani produttivi che per il 2011, il 2012 e il 2013 indicano nello 0,8% l’incremento produttivo annuo in grado di salvaguardare il sistema da eventuali nuove situazioni di crisi, puntando proprio sulla gestione della crescita e sul costante miglioramento qualitativo della produzione”.
“Proprio per questo – conclude Alai si sono svolte e sono tuttora in corso in tutto il comprensorio tante assemblee e momenti di confronto finalizzati proprio ad un richiamo ai piani produttivi e a quella coesione di sistema che, partendo dagli aspetti riguardanti la produzione, è la prima condizione che i produttori sono chiamati a mettere in atto per un’autotutela dei loro redditi”.

Coltello e Parmigiano-Reggiano
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