• 2013

Parmigiano Reggiano +50% in USA negli ultimi 5 anni

Nuove imitazioni scoperte a New York

Reggio Emilia, 9 luglio 2013 - Sono letteralmente in volo i consumi di Parmigiano Reggiano nel Nord America, ed in particolare negli Stati Uniti. Un successo evidenziato da  cifre che parlano di un incremento del 50% nell'ultimo quinquennio ma anche dall'aumento dei casi di imitazione, che non di rado vengono scoperti proprio laddove meno parrebbero probabili, come è  accaduto in questi giorni al Summer Fancy Food Show di New York, la principale fiera per il settore alimentare di tutto il nord America con oltre 20.000 visitatori, 180.000 prodotti e 2.400 espositori da più di 80 paesi di tutto il mondo. E' proprio nell'ambito di questa vetrina, infatti, che sono stati individuati ben tre casi di usurpazione del nome e dell'uso del termine "parmesan", interdetto in Europa a tutti i soggetti diversi dal Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano.

"La presenza al Fancy Food - sottolinea il direttore dell'Ente di tutela, Riccardo Deserti - è stata molto importante per definire le prospettive del Parmigiano Reggiano nel Nord-America, il più importante mercato extra-Ue, e l'edizione di quest'anno è stata particolarmente importante sia perché ci ha consentito di consolidare rapporti istituzionali e commerciali, sia perché viene dopo il 2012, un anno in cui le esportazioni negli USA sono arrivate a 7.200 tonnellate, con un +6,1% rispetto al 2011". "Oggi - prosegue Desertigli americani spendono quasi 150 milioni di dollari all'anno per acquistare Parmigiano Reggiano, grazie ad un'immagine consolidata e ben definita del nostro prodotto, che si sta imponendo in virtù  di un carattere preciso legato alle sue stagionature; il Parmigiano Reggiano più conosciuto e più tipico, quello di 24 mesi, è il formaggio che più di tutti incontra il gusto degli americani, ed è su questa strada che occorre lavorare per consolidare le posizioni anche rispetto alla concorrenza di tante imitazioni sia "americane" che comunitarie e italiane". "Gli americani - sottolinea il direttore del Consorzio - ci apprezzano a maggior ragione in quanto il Parmigiano Reggiano è l'unico formaggio Dop a pasta dura che nasce da un latte di qualità da alimentazione specifica, senza uso di additivi o conservanti".

Il successo commerciale e la notorietà  della grande Dop italiana - come è  stato confermato dalla prestigiosa vetrina di New  York - trascinano  però anche il fenomeno delle imitazioni e dell'uso illecito della denominazione. "La missione del Consorzio -  spiega al proposito Deserti - è stata utile perché anche a questo Fancy Food sono emersi tanti casi di contraffazioni e di usi a volte impropri e a volte illeciti di denominazioni assonanti al Parmigiano Reggiano, senza contare l'uso del termine "parmesan", che in Europa è riservato al solo Parmigiano Reggiano”. "Anche per questo - sottolinea Desertila tutela della denominazione attraverso la lotta alle contraffazioni ed abusi rappresenterà nei prossimi anni la priorità del Consorzio in questo importantissimo mercato, perché questi fenomeni appartengono alla  concorrenza sleale e sottraggono  valore e ricchezza proprio ai nostri caseifici e allevatori". "Per vincere la battaglia contro la contraffazione e l'italian sounding nei paesi extra-Ue, a partire dagli Stati Uniti - osserva Desertioccorre rapidamente cambiare le regole e rendere più forte la tutela legale, come è stato fatto in Europa". "Occorre quindi stimolare - conclude il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano - il supporto dell'Unione Europea, e un concreto banco di prova potranno essere proprio i negoziati bilaterali tra USA e UE che prenderanno slancio nei prossimi mesi".

Coltello e Parmigiano-Reggiano
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